DeianaAssociazioni Professionali 2.0

Novità, requisiti, orizzonti di sviluppo alla luce della legge n. 4/2013 e del Decreto Legislativo n. 13/2013

di Angelo Deiana

Conosco Angelo Deiana da oltre vent’anni, da quando iniziò il suo cammino al CNEL assieme al Prof. Giuseppe De Rita ad occuparsi di professioni non regolamentate, cercando di dare un’identità giuridica ad un crescente mondo professionale sconosciuto a coloro che pensavano che solo le professioni tradizionali dovessero avere il giusto riconoscimento. Sin dagli albori le attività non ancora regolamentate, hanno vissuto un momento di dinamicità e vitalità straordinariamente vivace. Da quel momento in avanti il panorama è mutato in maniera straordinaria. La pletora dei professionisti è cresciuta in termini numerici, capacità, competenza e qualità dei servizi espressi. Oggi con l’avvento delle nuove professioni, si è sentita l’esigenza di regolamentare anche queste, composto da un numero sempre crescente. Oltre 3,5 milioni di professionisti, dei quali 1 milione iscritti a 1.500 associazioni professionali.

Un esercito di professionisti che produce oltre il 9% del PIL nazionale, che offre competenze innovative senza avere regole legislative coerenti con il suo reale impatto economico e sociale. La Legge 4 del 2013 “cerca di colmare questo gap andando incontro ai consumatori/clienti attraverso i processi di attestazione degli standard qualitativi e di certificazione di parte terza delle professioni associative”.

Molti sono stati gli ostacoli che la Legge del 2013 ha dovuto superare, a cominciare dagli ordini tradizionali che hanno sempre visto l’avvento delle nuove professioni come un atto di competizione verso le posizioni consolidate. Al contrario, le “professioni associative” costituiscono una fetta sempre più rilevante ed in constante crescita nel mercato del lavoro. Oggi, possiamo dire che si è aperta una nuova stagione di ripensamento e riorganizzazione importante per i professionisti. Il testo della Legge 4 del 2013 mette in luce lasciando intravedere molte di quelle che saranno le sfide che questi professionisti dovranno affrontare nei prossimi anni solcandole possibili piste di lavoro. “…E’ proprio a partire da queste che le professioni indicate dalla Legge 4/2013 dovranno dimostrare di essere in grado di mettere in piedi e far partire quel modello sinergico di organizzazione del mondo professionale che potrà realizzarsi solo a condizione che entrambe siano disposte a lavorare sulla base di prospettive comuni. D’altra parte, le innovazioni innovative introdotte, che riguardano sia l’assetto associativo che il sistema delle competenze, pongono il mondo delle professioni associative di fronte a nuove sfide…”

Una di carattere organizzativo e in particolare riguarda, come le associazioni vorranno organizzarsi per assumere un ruolo complesso finalizzato a svolgere il ruolo di certificatori della qualità delle prestazioni e dei servizi che sapranno dare al mercato.

L’altra coinvolge le competenze e le professionalità. Per quanto riguarda questa seconda sfida si dovrò fare i conti con la vera innovazione che oggi il sistema professionale si trova ad affrontare ed è quella che deriva dal Sistema Nazionale di Certificazione delle Competenze.

Su questo secondo punto tutti noi che abbiamo speso una vita intera nel mondo Associativo, con ruoli, anche di primissimo piano, ci dichiariamo un po’ preoccupati, per l’equilibrio che le associazione vorranno tenere, senza né stringere troppo le maglie della rete né allargarle troppo. Altrimenti si trasformerà in una Legge Italiota.