ELEZIONI SÌ, ELEZIONI NO

Perché la possibilità di tornare al voto adesso è solo uno spauracchio.

Non è passato neanche un anno da quando siamo andati alle urne il 24 e il 25 febbraio scorso, eppure già si parla di votare, di nuovo. Elezioni, ne parlano tutti, da Berlusconi a Renzi fino Grillo, ma nessuno le vuole realmente.

Andare al voto adesso è controproducente per tutti, italiani in primis. Al di là dello spreco di danaro pubblico, votare adesso significherebbe restituire al Paese una situazione politica ancora più frammentata di quella che è uscita dal precedente turno e della quale stiamo scontando ancora le conseguenze. Sempre che gli italiani decidano di presentarsi alle urne, perché votando a breve il rischio che si corre è quello di seggi deserti e di una percentuale di astensionismo che sfiorerebbe il 50%.

Andare al voto, ma con quale legge elettorale poi? Il Porcellum ormai deve essere cambiato, lo vogliono gli italiani e tutte le parti politiche – anche quelle che lo hanno partorito all’epoca – e lo ha sancito anche la Corte costituzionale. Quindi prima di tutto ci vuole una riforma elettorale e solo dopo si può pensare alle elezioni e, considerando che si parla di cambiare il Porcellum ormai da anni, è abbastanza impensabile che si riesca a fare tutto entro pochi mesi.

La discussione sulla riforma è stata avviata, è vero, ma se si vuole votare in contemporanea con le elezioni europee, bisognerà sciogliere le Camere almeno per inizio aprile e quindi licenziare una nuova legge elettorale che metta tutti d’accordo entro marzo.

E poi bisognerà fare i conti con Re Giorgio, è lui il primo che non vuole portare l’Italia al voto e che conta di mantenere in vita questo governo almeno fino al 2015.

Ma in fondo chi non vuole votare sono proprio loro, i diretti interessati: i partiti politici e i leader che usano lo spauracchio del voto ma sono i primi a scongiurare le elezioni nei prossimi mesi.

Silvio Berlusconi per il nuovo anno ha rivolto agli italiani un augurio particolare: che possano “imparare a votare” e ha prospettato elezioni nel 2014, ovviamente. Eppure lui è il primo che non trarrebbe vantaggio da un voto imminente. Il Cavaliere ha appena rifondato Forza Italia, di cui ha fatto in tempo a scegliere solo qualche coordinatore regionale, e ancora non ha chiaro i consensi non solo a livello popolare ma anche politico: i vecchi pidiellini sono ancora indecisi e non hanno ben chiaro il progetto. Berlusconi non ha nemmeno ancora scelto la propria successione e rischia in questo modo di presentare alle urne un amarcord di Forza Italia privo di leader e di mordente.

Dall’altra parte anche Grillo urla alle elezioni, lui che sa leggere il malcontento popolare e spera che, andando a breve al voto, gli italiani premino con un plebiscito il Movimento 5 Stelle. Addirittura l’ex comico propone di andare al voto con il Mattarellum, “il Parlamento attuale è illegittimo, figlio di legge elettorale illegittima. Illegittimo, quindi non può fare una nuova legge elettorale”. Ma in realtà in cuor suo Grillo sa bene che, così come è organizzato il Movimento e per come ha cominciato a sgretolarsi non appena messo piede in Parlamento, ci vorrà ancora un po’ di rodaggio prima di bissare il successo delle scorse elezioni.

E poi c’è Matteo Renzi, il neosegretario del PD sarebbe forse l’unico ad avere interesse in elezioni prossime visto che potrebbe cavalcare il successo delle primarie. Perché che Renzi esca vincitore dalle urne, se si va al voto adesso, lo sanno tutti ed è infatti uno dei motivi principali per cui non le elezioni non saranno indette prima del 2015. Centrodestra, grillini e anche parte del centrosinistra vuole aspettare che il “fenomeno Renzi” si sgonfi, si ridimensioni e arrivi alle elezioni fiacco, senza la verve che ha adesso che è “a mille” su tutto e su tutti.

Ma in fondo nemmeno il diretto interessato vuole andare al voto così, adesso, con una campagna elettorale risicata nei tempi e nei modi. Il sindaco di Firenze non vuole vincere e basta, vuole trionfare, vuole una campagna all’americana, di quelle lunghe un anno in tour per l’Italia.

Insomma tutti ne parlano ma nessuno le vuole, le elezioni per ora sono un “pericolo” scongiurato.