La politica italiana va in vacanza, ecco da dove si ripartirà

Il 2015 è stato fin qui un anno significativo per l’Italia, che combatte con affanno per ritornare ai livelli di un tempo, dopo che la crisi economico-finanziaria ha colpito pesantemente le casse dello stato e le le tasche dei cittadini a cui gli ultimi governi hanno chiesto notevoli sacrifici per far fronte ad una situazione straordinaria.

Matteo Renzi ha avuto fino ad ora le idee chiare. Che esse siano condivisibili o meno, il premier ha fatto in modo di convertire le parole in fatti, smesso anche utilizzando mezzi moralmente non consoni come il continuo ricorso fatto a decreti legge e fiducie. Nel corso di questi mesi abbiamo esaminato i dati che fornivano man mano Istat, Ocse, FMI, i quali hanno confermato i primi, piccoli, passi in avanti fatti dall’Italia, anche, dobbiamo dire, grazie alle riforme del governo che tolgono dall’immaginario dei partner comunitari l’idea di immobilismo che per troppi anni aveva caratterizzato il nostro Paese. Gli ultimi numeri, però, quelli del Rapporto Svimez, sono disastrosi, soprattutto per il Mezzogiorno, questione su cui il governo è chiamato a intervenire con urgenza.

Una mano a chi ci governa è data dall’Industria, soprattutto quella automobilistica, che nella prima metà dell’anno ha fatto registrare un’impennata, con FCA che ha ritrovato una sua dimensione sul mercato ed è ritornata ad assumere, fortunatamente anche in Italia.

C’è da evidenziare comunque, che la fiducia in Matteo Renzi, quando è passata da un mese la metà dell’anno, sta calando continuamente. I sindacati sono scontenti per il Jobs Act. La Buona Scuola ha portato sul piede di guerra i dipendenti del settore istruzione. Parliamo di categorie che rappresentano storicamente un importante bacino elettorale del centrosinistra. Come se non bastasse Renzi ha dovuto fare i conti con una serie di scandali e di episodi spiacevoli che ne hanno minato pesantemente l’immagine: primo per ordine di grandezza ed importanza Mafia Capitale; ultimo, in ordine di tempo, l’opposizione del Senato all’arresto di Azzolini, che avrebbe creato preoccupazioni per la stabilità del governo.

I cittadini, oggi, sono informati. Non possono restare indifferenti di fronte a situazioni del genere, spesso imbarazzanti. Internet rappresenta un mezzo di informazione e diffusione delle idee enorme. E il Movimento 5 Stelle lo sta utilizzando come meglio non potrebbe per mostrare questi episodi di basso livello etico e politicamente inqualificabili. Non solo, ma gli ormai ex grillini, con i due fondatori in silenzio forzato, per ragioni diverse, stanno scoprendo nuovi leader, su tutti Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio, soprattutto il secondo, di cui sentiremo parlare a lungo, che finalmente possono vantare consensi personali e non solo trainati dal Movimento. L’opposizione del M5S è molto più intelligente e sensata di quella che sta portando avanti Matteo Salvini, che punta sul mero populismo e sulla guerra tra poveri per ottenere consensi.

Ad agosto Marketicando si ferma, un po’ come tutto il resto del Paese, ma non andrà in vacanza. L’occhio sarà sempre vigile su ciò che accade nel mondo della politica, dell’industria, dell’economia e della comunicazione, per non farsi trovare impreparati quando la “routine” quotidiana riprenderà il normale corso.