L’appello di Federica Pellegrini deve far riflettere sulla gestione delle piscine in Italia

Federica Pellegrini, campionessa di nuoto che si sta preparando ai prossimi mondiali di Kazan, in Russia, ha chiesto attraverso Twitter alla Federazione e al Comune di Verona di provvedere alla manutenzione della piscina che utilizza per gli allenamenti. L’atleta ha raccontato di aver rischiato di svenire per la temperatura troppo alta dell’acqua, quasi 30 gradi.

Lo sfogo della Pellegrini è però solo il megafono, dovuto alla notorietà del personaggio, di moltissime persone che frequentano le piscine, sia comunali che private. Sono tante, troppe, le strutture che non presentano l’adeguata manutenzione. Per garantire la sicurezza e la salute degli appassionati di nuoto, però, occorrono regole ben precise, una normativa che deve essere applicata con rigore che, però, in molte regioni non è ancora in essere. Il Lazio, per esempio, non prevede ancora degli standard per assicurare che le acque delle piscine siano pulite e non dannose alla salute delle persone.

Ci ritroviamo così di fronte, sempre più frequentemente, a bambini che hanno problemi respiratori, o di asma, che prendono malattie della pelle, o che sono afflitti da altre patologie riconducibili a batteri che si formano nelle acque in cui praticano sport o trascorrono il tempo libero.

Attualmente è pensiero comune dei gestori utilizzare quantità abbondanti di cloro per rendere sicura e pulita dai batteri l’acqua nelle vasche natatorie. In realtá l’eccesso di cloro fa molto male alla salute e non distrugge i batteri cloro-resistenti, alias legionella, pseudomonas, con conseguenze dannose al nostro organismo, (purtroppo non associabile alla piscina). Purtroppo l’utenza non sa che l’odore nauseante di cloro che ti travolge in piscina non è indice di igiene sebbene è l’esatto contrario: l’incontro con cloro e sostanze organiche in acqua creano le clorammine sostanze tossiche che creano tante conseguenze dannose. Tutto questo si può evitare grazie alla tecnologia: esistono soluzioni diverse come l’utilizzo di ozono, utilizzo di sale o l’utilizzo delle lampade a raggi UV a media pressione che permettono di evitare le clorazioni shock in vasca, garantendo il 100% della qualità e dell’igiene dell’acqua priva di ogni batterio.