Renzi“Oltre la rottamazione”. È questo il titolo del nuovo libro di Matteo Renzi; con queste poche pagine, l’attuale sindaco di Firenze lancia la sua sfida più matura e importante, quella per guidare il Paese.

Renzi, come tanti suoi colleghi e avversari politici , sceglie la strada della scrittura per avviare una nuova campagna elettorale che lo vedrà impegnato, con due strategie diverse e complementari, su due fronti ben distinti: la segreteria del Partito Democratico e la guida del futuro governo.

E’ il grande passo di chi da coraggioso e ambizioso “fustigatore” dei mali storici della sinistra italiana, vuole diventare leader che unisce e convince. E per questo nel suo libro Renzi sottolinea come oggi parlare ancora di rottamazione sia superato, un primo risultato in parte già raggiunto con gli uomini del partito da rottamare già messi fuori gioco; quanto meno lontani dai riflettori e, in parte, dalle stanze del comando.

“Oltre la rottamazione” è quanto di più solido ci sia nella saggistica politica e nei programmi ad oggi delineati per correggere il futuro del Paese. È incentrato su tre pilastri: il lavoro, i prossimi anni, la politica. Il capitolo finale è una lettera a Gregorio – nome di fantasia – che rappresenta un ragazzo che avrà vent’anni nel 2033. Un neonato di oggi.

Renzi ripete più volte: «Noi dobbiamo restituire fiducia nell’Italia, ridare entusiasmo». Fare politica – per lui- significa proprio questo. «Dobbiamo dare una missione al Paese per i prossimi vent’anni». È la colpa «peggiore» di Berlusconi, il «suo fallimento»: aver gettato questi ultimi vent’anni sprecando l’opportunità di fare le riforme di cui il Paese ha bisogno.

Renzi cerca di costruire la prospettiva dei prossimi vent’anni, ma non dimentica l’oggi e attacca a testa bassa Berlusconi. È il primo, nel suo partito, a dire che non può essere il Cavaliere il capo della Convenzione delle riforme («Farlo diventare padre costituente mi pare inaudito»), risvegliando dal torpore un Pd un po’ ingessato dopo l’avvio del governo delle larghe intese. Conferma che è stato Berlusconi a dire no a un suo possibile incarico da premier per questa stagione: «Mi ha chiamato Alfano per spiegarmi che loro preferivano Letta, anche se non so Napolitano come si sarebbe comportato se i partiti avessero avanzato il mio nome».

Acqua passata. ora comincia una nuova fase, una terra inesplorata un po’ per tutti.

Il libro ritaglia un Matteo Renzi a tutto tondo, che non si sottrae anche alle critiche. Occorre però dire che l’autocritica sulla “rottamazione” e su cosa si intenda con questa espressione è rivelata in una frase chiave del libro: «Penso che la politica abbia un senso e una missione solo se viaggia alla velocità del Paese. Se insegue col fiato corto, non è più politica: è semplice autoconservazione di una classe dirigente sbiadita. […] Per me la politica ha senso solo se è un laboratorio di innovazione da cambiare giorno dopo giorno».

In conclusione, andare oltre la rottamazione significa: «rimettere a posto i conti, un atto di giustizia verso quel bambino, che non può più essere costretto a sopportare le spese dei nonni; parlare di futuro con un minimo di prevenzione»; smettere «di spendere male e tardi i soldi europei, tornare a credere nella scuola, cambiare approccio sui grandi temi del welfare. Fuori dai Palazzi della politica, ma soprattutto dei riflettori dei media, c’è un mondo vivo e vitale che viene chiamato “terzo settore”».

Come per il Matteo in video, dallo sguardo attento e dalla battuta tagliente, il libro è scritto con stile diretto, con una prosa ricca e un buon italiano, scorrevole e dai periodi brevi. Una efficace tecnica di comunicazione per affascinare il lettore.

Le riflessioni sono mirate soprattutto sulle cose da fare, sulle ricette da scrivere per cambiare l’Italia. E lo scritto fa scoprire un autore profondamente “liblab”: liberal americano o laburista inglese. La versione italiana della famosa terza via, in cui però emerge prepotentemente la pragmaticità, quella dote che potrebbe fare la differenza rispetto alle esperienze passate.

Buona lettura.