SANREMO SCOPRE I SOCIAL NETWORK, CHI È LA PECORA?

Torniamo a parlare di spot Rai, dopo la (discutibile) campagna abbonamenti, come possiamo esimerci dal commentare la promo di Sanremo incentrata sui social network?

Forse la Rai si è resa conto adesso che i programmi tv si seguono, anche e soprattutto, sui social network, o forse si è dovuta piegare all’evidenza dei dati, visto che Sanremo è stato l’evento più twittato del 2013 oltre che quello che fa, da sempre, più ascolti in assoluto, battuto solo dai Mondiali di Calcio.

Quindi, adesso, Mamma Rai – ma sarebbe meglio dire Nonna Rai – sceglie di diventare innovativa e lancia il Sanremo interattivo: se non segui il festival della canzone italiana sui social network sei una pecora.

Certo aprire al mondo social – seppur con estremo ritardo – è un ottimo passo in avanti per una kermesse arrivata alla sua 64° edizione che deve per forza di cose trovare elementi di innovazione. E’ vero anche, però, che il programma più vecchio della televisione italiana non può strizzare l’occhio solo agli utenti di Facebook e Twitter ma dovrebbe ricordare che il suo sorprendente share è dovuto anche, e in maggiore parte, ad un pubblico non più giovanissimo. Un pubblico che forse ha molto in comune con quella pecora che non ha né follower né fan.

Cara Rai prima ci hai urlato e minacciato di pagare il canone adesso ci paragoni a delle pecore se non abbiamo account sui social network.

E poi da che pulpito… La società che dovrebbe rappresentare il fiore all’occhiello della televisione italiana grazie alle risorse, ai finanziamenti e ai contributi che derivano dal canone è arrivata con clamoroso ritardo a cogliere il potenziale della rete e dell’interazione in tempo reale tramite i social network.

Fabio Fazio – sua non solo la conduzione ma anche la direzione del Festival - è anacronistico, non solo arriva in ritardo ma si pone anche in cattedra: chi è la pecora adesso?